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Violenza giovanile: mio figlio è il violento

, 31. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

La violenza giovanile è un dato di fatto. Può quindi anche capitare che sia il proprio figlio a picchiare o a delinquere. In questi casi i genitori dovrebbero fare delle domande prima di prendere una qualsiasi posizione.

di Yvonne Anliker / Redazione Club Svizzero dei Genitori

Suona il telefono. La polizia comunica al padre che il figlio minorenne ha picchiato un coetaneo. Un atto di violenza giovanile, dove l’aggressore è il figlio. Oppure la figlia. Per i genitori confrontarsi con questa realtà è un vero shock.

Ma che cos’è esattamente la violenza giovanile? La polizia classifica come violenza giovanile l’uso di – o la minaccia di usare –  violenza fisica e/o psicologica da parte di una o più persone (bambini e giovani di età compresa tra i 10 e i 18 anni e giovani adulti, tra i 18 e i 25 anni) nei confronti di altre persone. Tra le forme di violenza penalmente rilevanti rientrano, tra le altre, le lesioni corporali, la minaccia, la coazione, l’estorsione e il furto, ma anche i danni alle cose.

Una visione distorta della realtà
«I giovani si rendono conto benissimo del loro comportamento sbagliato, ma dopo poco cominciano a relativizzare e a banalizzare l’atto compiuto», spiega Allan Guggenbühl, psicologo zurighese specializzato in infanzia e adolescenza. Così inventano storie sull’accaduto che confondono con quanto effettivamente successo. Raccontano cose come: «È stata legittima difesa» oppure «L’altro mi ha colpito per primo».

Poiché i giovani finiscono per credere alla loro stessa versione inventata, per i genitori è ancora più difficile scoprire la verità.

Negare l’accaduto
In situazioni come questa lo psicologo Guggenbühl è a favore della massima indipendenza: all’inizio i genitori non dovrebbero prendere alcuna posizione, ma solo ascoltare, fare domande e restare scettici.

Sia Guggenbühl che la polizia consigliano ai genitori di non voltare le spalle al figlio se è sospettato di avere preso parte ad un atto di violenza. Perché per risolvere il problema ha bisogno di essere aiutato. L’atto in sé, però, dovrebbe essere inequivocabilmente condannato. «Condannare l’azione non significa sminuire il ragazzo e nemmeno rifiutarlo», spiega Guggenbühl.

I genitori che stanno vivendo situazioni simili e necessitano di aiuto possono rivolgersi ad un consultorio per l’educazione o al servizio psicologico scolastico. In questi casi è necessario analizzare non solo il comportamento del figlio ma anche il proprio. Tuttavia Guggenbühl mette in guardia dal rischio di mettere in dubbio l’intero processo educativo. «Un giovane che sbaglia non è necessariamente un segno di un fallimento genitoriale», sostiene.

L’importanza degli accordi
Secondo Guggenbühl dopo l’atto violento è importante anche che siano i giovani stessi a proporre possibili soluzioni per evitare, in futuro, il ripetersi di tali azioni. «I genitori non dovrebbero accontentarsi della prima proposta, ma dovrebbero fare accordi concreti con i figli». Tra questi potrebbe esserci, ad esempio, l’impegno a evitare successivamente il locale dov’è avvenuto il pestaggio.

E per quanto riguarda le sanzioni da parte dei genitori? Il divieto di guardare la TV o la riduzione della paghetta settimanale possono funzionare? «La punizione dovrebbe essere direttamente collegata all’atto compiuto», spiega Guggenbühl. Una punizione adatta sarebbe, ad esempio, limitare le uscite.

La carcerazione preventiva
Anche lo Stato può responsabilizzare i ragazzi sulle conseguenze delle loro azioni. A questo proposito è importante sapere che, tra i 10 e i 18 anni, i ragazzi che commettono un reato sono soggetti al diritto penale giovanile. Dal 18° anno di età si applica invece il diritto penale generale.

Dopo un atto delittuoso un giovane solitamente entra prima in contatto con la polizia che lo interroga direttamente o lo convoca per un un interrogatorio. Questa esperienza costituisce spesso un deterrente, poichè la paura di essere puniti fa evitare ai ragazzi di ripetere azioni criminali .

Se il ragazzo ha compiuto un reato minore, dopo l’interrogatorio presso la polizia si informano i genitori, si manda a casa il ragazzo e si redige un rapporto che è inoltrato al Procuratore dei minorenni. Nella maggior parte dei casi il Procuratore convoca il ragazzo per un interrogatorio e al termine emette un decreto d’accusa. Nei casi gravi il Procuratore emette l’accusa dinanzi al tribunale dei minorenni.

Nei casi molto seri, e se sussistono gli indizi di reato richiesti dal codice di procedura penale, il Procuratore dei minorenni può disporre anche la carcerazione preventiva del ragazzo.

L’obbligo della difesa
Ma ben prima di arrivare a questo punto il ragazzo e i suoi genitori si pongono il problema se rivolgersi o meno ad un avvocato. «In linea di principio ogni minore ha il diritto di essere difeso, sin dall’inizio. Quindi anche durante l’interrogatorio della polizia», spiega Marcel Riesen-Kupper, Procuratore pubblico superiore dei minorenni del Canton Zurigo e Presidente della Società svizzera di diritto penale minorile.

Tuttavia nel caso dei reati più semplici Riesen-Kupper non ritiene necessario ricorrere ad un avvocato difensore. In altre situazioni, invece, è addirittura la procedura penale minorile a prescriverlo, ad esempio nei casi in cui l’accusato corre il rischio di una detenzione superiore ad un mese.

Fino a quattro anni
Le punizioni sono commensurate ai reati. La pena massima é di quattro anni. «Questa pena si delibera, però, in caso di reati molto gravi, come l’omicidio premeditato o intenzionale; inoltre il ragazzo deve avere più di 16 anni», spiega il Procuratore pubblico superiore.

Nella stragrande maggioranza dei casi vengono invece pronunciati degli ammonimenti o richieste di prestazioni personali. In quest’ultimo caso il giovane è obbligato, ad esempio, a lavorare per due giorni presso un’associazione di utilità sociale.

Informazioni sul processo
Secondo Riesen-Kupper i genitori che desiderano informazioni dettagliate sul procedimento penale dovrebbero rivolgersi al Procuratore dei minorenni competente oppure alla Procura dei minorenni, nella Svizzera occidentale invece al Giudice o al Tribunale dei minorenni. «Il Procuratore dei minorenni saprà dare ai genitori informazioni sulle varie procedure», spiega. Inoltre in vari cantoni i corpi di polizia gestiscono servizi speciali per i giovani che possono fornire informazioni utili.

Copyright: Club Svizzero dei Genitori Pro Juventute; www.elternclubschweiz.ch

Scaricamento: Opuscolo «Giovani e violenza» de la SCP.

In caso di separazione o divorzio ci si dovrebbe sempre ricordare del benessere dei figli.

, 30. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

Per i bambini è estremamente difficile scegliere tra i genitori, quindi non bisognerebbe fare del male all’altro genitore usando i figli.

Oggi, l’impatto della separazione dei genitori sui bambini è considerato più differenziato. In precedenza, si pensava che i figli venissero segnati a vita da un divorzio. Invece adesso, con i nuovi valori e la sempre maggiore normalità delle famiglie ricostruite, il divorzio non è più così traumatico. Questo presuppone che i genitori diano priorità al benessere dei bambini e non rendano i figli solo un campo di battaglia per il loro conflitto personale.

I genitori dovrebbero sapere quello che si aspettano i figli da loro in caso di divorzio. L’autrice Dr. Karin Jäckel ha compilato un elenco di 20 desideri dei figli per un divorzio.

Ecco i tre più importanti:

  1. Non dimenticate mai: sono figlio di entrambi. Anche se ora ho un solo genitore con cui vivo e con cui passo la maggior parte del tempo. Ho bisogno anche dell’altro.
  2. Non chiedetemi mai chi preferisco. Io vi amo allo stesso modo. Non forzatemi a scegliere. Questo mi fa del male.
  3. Aiutatemi a mantenere i contatti con il genitore che non vedo sempre. Lasciatemi il suo numero di telefono o il suo indirizzo. Aiutatemi ad acquistare o a realizzare per l’altro genitore un bel regalo per il compleanno o per Natale. Aiutatemi a mandargli sempre nuove foto di me.

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Copyright: http://www.karin-jaeckel.de/werhilft/waskinderwollen2.html

Link interessanti sull’argomento
Der Club: Scheidungskinder – arme Kinder?

Il club “Trialog – Kinder in Scheidung” è stato fondato nel Maggio 2000, allo scopo di offrire sostegno ai figli in fase di divorzio nella zona di Zurigo. Il servizio è rivolto a tutti i bambini coinvolti ed è aperto al pubblico.

Categoria Giovani & violenza | Tags:

Se vostro figlio è stato vittima di violenza, portatelo nei Consultori per le vittime!

, 25. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

Non cercate di risolvere solo in famiglia. Accettare l’aiuto dei centri di assistenza è anche un passo importante per non essere più una vittima.

Le vittime vivono le violenze in modo diverso. Questo dipende dalla diversa intensità del reato, ma anche dalla resilienza personale. Tuttavia, in caso di bambini vittime di violenza si consiglia sempre di consultare un Consultorio per le vittime per chiarire se sono necessarie o meno ulteriori misure o sostegno psicologico.

Inoltre, in Svizzera esistono la Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV) e l’Ordinanza concernente l’aiuto alle vittime di reati (OAVI). Queste regolano l’assistenza alle vittime, i cui testi possono essere consultati sul sito web di CDOS.

  • Consulenza
    Secondo la Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV), la vittima e la sua famiglia hanno diritto a consulenze, informazioni e supporto gratuiti da parte di un Consultorio per le vittime .
  • Assistenza immediata e a lungo termine
    I Consultori per le vittime offrono consulenza a vittime e familiari, oltre che un sostegno medico, psicologico, sociale, materiale e giuridico. L’assistenza immediata per i bisogni più urgenti a seguito del reato avviene senza costi per la vittima. Il consultorio può fornire contributi per l’assistenza a lungo termine per ogni situazione finanziaria delle vittime o dei familiari.
  • Indennizzo e risarcimento
    Secondo la LAV, le vittime possono rivendicare in determinate condizioni un indennizzo e/o un risarcimento dai Consultori per le vittime cantonali.
  • Diritti nel procedimento penale
    Le vittime dispongono di diritti diversi nei procedimenti penali che sono regolati nel Codice di procedura penale svizzero del 5 ottobre 2007 o nel Codice di procedura penale minorile del 20 marzo 2009.

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Per ulteriori informazioni in materia di assistenza alle vittime, si prega di visitare il sito web della CDOS (Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali), o al link www.opferhilfe-schweiz.ch.


FAQ sul tema cyberbullismo

Accettare le offerte di aiuto nel caso in cui ci siano prove che il proprio figlio possa essere il colpevole!

, 23. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

Invece di proteggere vostro figlio che potrebbe essere il colpevole, evitate conseguenze spiacevoli e aiutate a proteggere le potenziali vittime!

  • Introduzione della consulenza educativa cantonale
  • Introduzione degli organismi specializzati per la prevenzione della violenza dei cantoni
  • Situazioni di crisi, gestione, introduzione alla guida per le scuole

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Nella maggior parte dei casi, ci sono segni che dimostrano che i bambini possono essere anche i colpevoli. Gli psicologi americani hanno condotto uno studio a lungo termine secondo cui i minori delinquenti proiettano la loro ombra molto più avanti. Secondo il risultato di uno studio condotto da Don Offort, il 50% di tutti i giovani delinquenti inizia in tenera età, già dai 6 anni. Quindi i loro genitori o insegnanti hanno ripetutamente opposto resistenza. (Fonte: http://de.wikipedia.org)

Se si verificano problemi per un lungo periodo con il proprio figlio, avete diritto a richiedere assistenza.

Uffici educativi cantonali
Questi non includono solo insegnanti, ma anche genitori. Insieme cercano di trovare soluzioni per sbloccare situazioni stressanti. Se necessario, coinvolgono altri enti di assistenza. Basta cercare su Google “Uffici educativi cantonali”.

Agenzie per la prevenzione della violenza
Si basano principalmente di insegnanti e altri professionisti dell’ambito scolastico. Le agenzie di prevenzione della violenza offrono assistenza e consulenza per le crisi in poco tempo.

Per trovare la sede più vicina, vi consigliamo di cercare su internet.

Fornitori privati
In questo campo l’offerta è diventata sempre più ampia negli ultimi anni. Molti fornitori privati offrono i loro servizi. Si compongono principalmente di assistenti sociali, psicologi, mediatori e altre categorie professionali. Se preferite rivolgervi a enti privati, ricordiamo che offrono servizi a pagamento, mentre l’offerta degli uffici educativi è gratuita e riservata.

Scaricamento: Opuscolo «Giovani e violenza».


Contraffazione di smartphone: ritratto di una vittima

, 22. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Nel fine settimana, il Signor T. S. si è presentato presso la polizia cantonale di San Gallo, chiedendo consiglio. Si trattava evidentemente della frode subita nell’acquisto di un cellulare Galaxy. Viene molto difficile pensare che possa recuperare il denaro. Ma desidera almeno mettere in guardia altri potenziali acquirenti da questo tipo di truffa e illustra il procedimento sotto forma di piccolo blog.

«La scorsa settimana su www.tutti.ch ho acquistato uno smartphone da una venditrice privata di nome Maria. Dopo lo scambio di e-mail e SMS, il giovedì avevo appuntamento con questa persona presso la stazione ferroviaria di Baden. Il telefono era sigillato e dall’apparenza, risultava non essere stato aperto. Me lo ha fatto scartare e provare. Da quanto ho potuto constatare, tutto pareva essere a posto. Il prezzo d’acquisto era di 550 Fr. (prezzo per un telefono Samsung Galaxy S4 nuovo su Media Markt 650 Fr.). Arrivato a casa, ho rilevato che c’era qualcosa di strano e, dopo alcune ricerche su Internet, ho capito che il mio apparecchio è una copia (contraffazione), cosa che successivamente mi è stata confermata anche dal rivenditore specializzato. Ho cercato subito di mettermi in contatto con il venditore, ma il numero telefonico non risultava più attivo. Neppure il tentativo di contatto via e-mail ha sortito effetto.
Il venerdì sono andato alla polizia. Ho segnalato il fatto anche su www.tutti.ch, che ha provveduto ad escludere il fornitore dalla piattaforma, con l’avvertimento che le informazioni relative ai venditori possono essere fornite solo se richieste dalla polizia.
Samsung Svizzera mi ha comunicato per telefono che l’azienda era già al corrente dell’esistenza di siffatte contraffazioni e che la truffa è stata fatta «in tutto il mondo». Secondo il mio parere, la cosa si è svolta in modo molto professionale e sono dell’opinione che si tratti di una truffa ben organizzata. Ora, se anche io dovessi pagare lo scotto (mi assumo la responsabilità di essere stato ingenuo o credulone), desidererei tuttavia che altre persone possano evitare questo destino. La venditrice di nome Maria aveva all’incirca 30 anni e parlava un tedesco approssimativo. Potrebbe essere di origine russa. Era sicura di se e ha illustrato le caratteristiche dell’apparecchio in modo molto professionale.»

Così racconta il cittadino truffato. La Prevenzione Svizzera della Criminalità ringrazia calorosamente T. S. per aver raccontato la sua esperienza e raccomanda la massima cautela sulle piattaforme su cui si svolgono le aste. Come abbiamo già detto più volte, i truffatori sguazzano su questi siti web. Anche i grandi fornitori di servizi come Ebay sanno della loro esistenza e propongono consigli di sicurezza.

Non dimenticare inoltre:

  • Di dare uno sguardo ai feed-back del venditore. Nel caso di nuovi membri o per quelli senza feed-back, è SEMPRE d’obbligo agire con cautela. In caso di dubbio, non effettuare l’acquisto.
  • A partire da importi di 200 Fr., utilizzare il servizio di gestione fiduciaria, così il venditore riceverà il vostro denaro solo dopo che voi avrete ricevuto la merce. Colui che non invia merce, non riceve denaro.
  • Se comunque qualcosa fosse andato storto, Ebay dispone di un programma di protezione degli acquirenti, che provvede al rimborso del denaro.

Inoltre il sito web www.stop-piracy.ch fornisce informazioni dettagliate in merito al problema delle contraffazioni, alle conseguenze per l’economia nazionale e sui riferimenti giuridici inerenti l’acquisto e la vendita di prodotti contraffatti.

Nuovi cartelloni sul tema del cybermobbing e del sexting

, 19. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

SextingUna graziosa ragazza, un giovane muscoloso e un gruppo di allegri ragazzi hanno una cosa in comune: sono giovani, spensierati e adornano i nuovi cartelloni di PSC. Ispirandosi agli opuscoli di successo «My little Safebook» per giovani e adulti, la Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) mette a disposizione degli interessati che operano con i giovani, tre nuovi cartelloni.

I cartelloni affrontano due fenomeni attuali e diffusi in Svizzera tra i giovani: il cybermobbing e il sexting. I giovani devono essere consapevoli della responsabilità verso il loro prossimo e verso se se stessi anche rispetto ai nuovi media. Il mobbing è estremamente dannoso per chi lo subisce ed è inoltre un fatto di pessimo gusto. Chiunque partecipi o si limiti anche solo a guardare – e questo accade molto rapidamente nel nostro mondo dominato dai media – può rendersi perseguibile. Anche il sexting al momento è un tema «caldo» tra i giovani. L’invio di fotografie erotiche all’amico o all’amica è di tendenza. Con gli opuscoli «My little Safebook», i relativi cartelloni e i corsi di formazione, la polizia e PSC cercano di sensibilizzare i giovani su questi argomenti, insistendo sul fatto che essi non possono sapere se, come e da chi le fotografie saranno inoltrate e diffuse e dove saranno tra qualche anno.

I cartelloni possono essere ordinati presso tutte le stazioni cantonali di polizia oppure possono essere scaricati dai links seguenti.

Sexting (ragazzo)
Sexting (ragazza)
Cybermobbing

Attacchi di phishing contro i clienti Swisslos e Amazon

, 17. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Nel passato ci siamo impegnati intensamente per sensibilizzare gli utenti dei nuovi media all’utilizzo di password più sicure. Con successo! Oggi, quasi tutti usano password che non contengono solo maiuscole e minuscole ma anche numeri e caratteri speciali. Ma a cosa serve la più sicura di tutte le password se si fa il gioco dei malintenzionati?

Come tutti sanno, questo è l’approccio dei truffatori di phishing. Inviano e-mail per conto di aziende rispettabili e chiedono ai clienti di accedere al sito web contraffatto della società. In questo modo i dati di accesso vengono inviati direttamente ai truffatori senza che l’interessato se ne renda conto. Per non destare sospetti, la vittima viene reindirizzata al sito originale al quale accederà con successo.
Attualmente, sono in circolazione molte e-mail fraudolente, mascherate da servizi Swisslos o Amazon.

Suggerimenti:

  • Il modo migliore per proteggersi contro il phishing è non dare mai informazioni personali tramite e-mail, SMS o chiamate telefoniche.
  • Le società di servizi o le autorità non richiedono mai le vostre password, i dati bancari o altre informazioni personali via email, telefono o SMS.
  • Per visitare siti web, non cliccate sui link inviati tramite e-mail e non utilizzate neppure i link presenti nei vostri Preferiti.
  • Fate attenzione quando ricevete comunicazioni con la richiesta di contattare la vostra banca o altre società di servizi: Verificate sempre il numero di telefono.
Categoria Truffa, Internet | Tags:

Come procedere quando il proprio figlio fa consumo regolare o moderato di alcol e droghe

, 16. luglio 2013 alle 9.10 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

È importante informarsi richiedendo una consulenza professionale sull’abuso di sostanze!

Il consumo di droga può essere indice di problemi personali, comportamento di ribellione adolescenziale o una cattiva influenza dell’ambiente. Indipendentemente dal motivo scatenante, ci sono condizioni generali giuridiche che genitori e tutori dovrebbero conoscere.

Il nostro Prospetto «Droga no grazie» fornisce informazioni utili su rischi e principi giuridici legati ad alcol e altre droghe.

Infodrog www.infodrog.ch, la Centrale nazionale di coordinamento delle dipendenze, promuove e sostiene, per conto dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la diversità, l’accessibilità, il collegamento e la qualità delle diverse offerte di terapia, consulenza e mitigazione dei danni.
I genitori potranno trovare anche un database con tutte le offerte disponibili per il sostegno alle dipendenze.

Dipendenze Svizzera www.sucht.ch  offre per telefono e per e-mail consigli e assistenza per questioni specifiche.

Forse potrete incoraggiare i vostri figli a navigare nel sito web feel-ok e ad auto-informarsi. Oltre all’argomento delle dipendenze, sono disponibili molte altre informazioni e consigli utili per i giovani.

Scaricamento di Prospetto «Droga no grazie»

Prestate attenzione a modificazioni comportamentali improvvise, all’alternanza di stati d’animo o ad un atteggiamento di ritrosia di vostro figlio nei vostri confronti!

, 11. luglio 2013 alle 8.00 ore , Alcuni commenti  

Tema del mese luglio 2013: «I 10 migliori consigli di sicurezza in merito al tema Giovani e violenza»

Può essere un indizio di un problema di vostro figlio, al quale dovete dedicare attenzione. Può essere che vostro figlio sia diventato vittima o anche reo.

In questo senso, un siffatto comportamento dei ragazzi può essere una reazione allo stress derivante dalle seguenti situazioni problematiche:

  • problemi a scuola;
  • arrabbiature con amici o compagni;
  • pene d’amore

oppure anche

  • (cyber)-mobbing;
  • esperienze sessuali negative;
  • problemi di droga.
  • …..

.
Non sempre è necessario che vostro figlio sia diventato una vittima. Anche la connivenza o la pecoraggine possono creare un pesante conflitto in un bambino e portare a seri problemi.

Perciò, siate attenti, prestate attenzione a questi segnali e parlate con vostro figlio.
Se vi occorre aiuto, potete rivolgervi ai centri di consulenza citati nell’articolo «In qualità di genitori, utilizzare le proposte informative e di aggiornamento per gli educatori!».

«Diciamo no alle copie»

, 10. luglio 2013 alle 12.40 ore , Alcuni commenti  

www.stop-piracy.ch è una piattaforma online istituita dall’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale e l’ICC (Camera internazionale di commercio) nel 2005 per combattere la contraffazione e la pirateria, sensibilizzando i cittadini. Insieme all’ufficio doganale di Zurigo-aeroporto, dal 9 al 17 luglio 2013, e all’associazione STOP ALLA PIRATERIA sensibilizzeranno i viaggiatori con una campagna all’insegna del motto «Diciamo no alle copie». L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare i viaggiatori al problema delle frodi e spiegare come riconoscere prodotti contraffatti o pirata durante le vacanze.

Se siete tra i fortunati che nel periodo 9-17 Luglio 2013 voleranno a Zurigo per le vacanze, venite a trovarci allo stand di STOP ALLA PIRATERIA.

Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.no-alle-copie.ch

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